Un’ontologia delle droghe? Alcune prospettive critiche

di Lorenzo Curti – Chiedersi se le droghe psichedeliche siano ontologicamente differenti dalle altre droghe richiede di definire che cosa intendiamo innanzitutto per droga — e per droghe psichedeliche. Ci riferiamo a delle molecole? A delle piante o dei funghi? Oppure agli effetti che le sostanze producono su di noi? Qual è l’essenza di una droga? Cerchiamo questa essenza delle droghe in qualcosa di spirituale, in qualcosa di scientifico, in un concetto filosofico (e di quale filosofia)?

Personaggi in fuga da autore: Middlemarch oltre Eliot

di Stefania Persano – Una letteratura viva schiude al mondo e ne è attraversata. Riconoscere che i personaggi sono svincolati dalle (presunte) intenzioni dell’autore è una tappa dell’affermazione dell’opera su chi la crea: gli esseri popolanti quello spaccato di vita e affaccio sulla vita che è il romanzo sono a loro volta vivi, non pedine o strumenti dell’autore.
Nella cornice del rifiuto dell’interpretazione come chiave di accesso al romanzo, proviamo a leggere uno splendido classico di un’autrice immensa, e perciò ingombrante, dimenticandoci di quest’ultima.

Cinema psicoattivo

di Alfredo Squillaro – D’altronde il cinema, con il suo potenziale audiovisivo corroborato dalla sinergia che può generarsi dalla combinazione di luci, colori, effetti sonori, montaggio, inquadrature e movimenti di camera, ha tutti i requisiti per poter suggerire allo spettatore gli effetti di una sostanza e riprodurre, per quanto possibile, lo stato alterato del personaggio che l’ha assunta.

Sulla distanza degli psichedelici dalla droga

di Matteo Colombani – L’impressione è che l’impiego del termine psichedelico non evochi più solo uno spettro esperienziale, ma attivi un giudizio di valore in grado di rischiarare positivamente alcune droghe e marcarne negativamente altre.

Fluidi, sonnambule e trance: il meraviglioso mondo del magnetismo animale

di Ludovica Perina – Nel 1766 il medico Franz Anton Mesmer postula l’esistenza di un fluido magnetico che, aleggiando tra i corpi, avrebbe effetti sulla salute psichica e fisica degli umani. La bislacca teoria, in grado di dialogare tanto con i desideri della borghesia urbana quanto con le nuove concezioni del ‘magico’, riuscirà a influenzare per sempre la storia della medicina europea.

Reiventare il romanzo

di Stefania Persano – In quest’articolo, proviamo a dare una risposta – per quanto magmatica e peregrina – alle domande: che cosa si richiede oggi al romanzo? Come si può reinventarlo senza sterilizzarlo?
L’antropocene reclama sperimentazioni narrative che ibridino i generi, scompiglino i piani temporali, tessano garbugli di coscienze, facciano irrompere forze ambientali e soggettività non antropiche nella storia: in breve, che detronizzino l’individuo umano per liberare voci tradizionalmente occultate.
Tuttavia, in questo sparpagliamento si rischia la deriva postmoderna di un’inaccessibilità che spegne l’empatia.
Esaminiamo in particolare due opere, accomunate dall’incrocio tra immaginari fine-sovietico e post-apocalittico, che riescono ad aprire i confini del romanzo tradizionale, senza sacrificare il coinvolgimento emotivo sull’altare della sperimentalità.

Lotte visionarie. Sulla profezia

di Federico Battistutta – Che cos’è una visione? Cosa accade quando varchiamo le porte della percezione? Si tratta di un’esperienza inedita e imprevedibile o è, nonostante le apparenze, la reiterazione di convinzioni incistate nelle pieghe della coscienza? Con queste e con altre domande si misura il presente intervento, a partire dal confronto con le visioni presenti nel Libro di Ezechiele, il più eccessivo e trasgressivo dei profeti biblici. Non per compiere un esercizio di erudizione intellettuale, ma, al contrario, per interrogare proprio il bisogno di visione oggi, in un mondo prosaicamente appiattito su un presente sempre più triste e senza speranza.

Psichedelia e Neuropolitica

di Tommaso Gazzolo – L’articolo esplora il fascino persistente degli anni Sessanta, analizzando il rapporto tra liberazione dal lavoro, desiderio e capitalismo. Attraverso il pensiero di Marcuse e Fisher, si indaga come le potenzialità di quel decennio siano rimaste in parte inattuate, seppur ancora oggi rilevanti. Il ruolo della controcultura e della musica come espressione di una possibile trasformazione sociale si accompagna a una rilettura critica degli anni Sessanta, indagati come fonte di ispirazione per il presente.

La Cerva “inquietante”: Xka Pastora, Salvia divinorum

di Giovanni Illario Suffìa – In questo articolo viene ricostruita la complessa e, in parte, sotterranea storia dell’enigmatica Salvia divinorum, la Xka Pastora dei Mazatechi, nel significato simbolico e rituale nell’uso cerimoniale e nella storia dell’etnobotanica dei “rubios” occidentali che hanno studiato questa pianta. Il testo di Giovanni Illario Suffìa è stato originariamente presentato al convegno Piante e Popoli del 2021.

Corpi in estasi e pratiche politiche. Su S. Paolo

di Federico Battistutta – È possibile liberare Paolo di Tarso dalle impalcature retoriche che lo hanno puntellato per secoli e leggerlo come campo vivo di tensioni, tra ordine e sovversione, tra istituzione e profezia?