Evento a Bologna con Altered States 6/3 @Cantina Letteraria

Venerdì 6 marzo ore 18.30 @CantinaLetteraria, Via Mascarella 35/a Bologna

In questo incontro, Collettivo Trickster e Altered States dialogheranno sui temi relativi alla filosofia e alle sostanze, psichedeliche e non, e su che cosa significhi parlare di ontologia ed essenza quando ci si occupa di droghe.

Un’ontologia delle droghe? Alcune prospettive critiche

di Lorenzo Curti – Chiedersi se le droghe psichedeliche siano ontologicamente differenti dalle altre droghe richiede di definire che cosa intendiamo innanzitutto per droga — e per droghe psichedeliche. Ci riferiamo a delle molecole? A delle piante o dei funghi? Oppure agli effetti che le sostanze producono su di noi? Qual è l’essenza di una droga? Cerchiamo questa essenza delle droghe in qualcosa di spirituale, in qualcosa di scientifico, in un concetto filosofico (e di quale filosofia)?

Personaggi in fuga da autore: Middlemarch oltre Eliot

di Stefania Persano – Una letteratura viva schiude al mondo e ne è attraversata. Riconoscere che i personaggi sono svincolati dalle (presunte) intenzioni dell’autore è una tappa dell’affermazione dell’opera su chi la crea: gli esseri popolanti quello spaccato di vita e affaccio sulla vita che è il romanzo sono a loro volta vivi, non pedine o strumenti dell’autore.
Nella cornice del rifiuto dell’interpretazione come chiave di accesso al romanzo, proviamo a leggere uno splendido classico di un’autrice immensa, e perciò ingombrante, dimenticandoci di quest’ultima.

Cinema psicoattivo

di Alfredo Squillaro – D’altronde il cinema, con il suo potenziale audiovisivo corroborato dalla sinergia che può generarsi dalla combinazione di luci, colori, effetti sonori, montaggio, inquadrature e movimenti di camera, ha tutti i requisiti per poter suggerire allo spettatore gli effetti di una sostanza e riprodurre, per quanto possibile, lo stato alterato del personaggio che l’ha assunta.

Ailton Krenak, Futuro ancestrale, Nero, Roma 2025

di Federico Battistutta – Occorre essere chiari: l’ancestralità di cui si parla non rimanda a visioni nostalgiche, tradizionaliste o conservatrici, non è un deposito museale da rispolverare, né invoca miti di purezza. La futuralità ancestrale di Krenak si presenta come un attrezzo volto a spiazzare e a interrompere la nozione di tempo lineare del progresso e dell’accelerazione veicolata dalla distopia neoliberale.

Stati di coscienza, mondi interconnessi e attivismo spirituale

Venerdì 23 gennaio ore 18.00 @LibreriaAntigone, Via Kramer 20 Milano

In questo incontro, Collettivo Trickster e Gruppo Ippolita dialogheranno a partire da tematiche comuni, tra cui l’attivismo spirituale, gli stati di coscienza e i mondi interconnessi.
L’evento è pensato come un dialogo partecipato con il pubblico, e ha una durata di due ore circa.

Fabián Schejtman, Philip Dick con Jacques Lacan, Paginaotto 2025

Segnaliamo un estratto dal libro Philip Dick con Jacques Lacan. Clinica psicoanalitica come fanta-scienza, edito dalla casa editrice indipendente di Trento Paginaotto, e in particolare una sezione del capitolo II sulla vita dello scrittore di fantascienza Philip K. Dick. Il libro indaga l’opera di Philip K. Dick nella prospettiva della clinica psicoanalitica, intrecciando biografia, letteratura e psicoanalisi. Ringraziamo la casa editrice e la traduttrice Mavie Loda per la gentile concessione

Il metodo del cut-up di Brion Gysin

di William S. Burroughs – Che cos’è il cut-up? In questo testo, ripreso dal libro The third mind di William S. Burroughs e Brion Gysin, Burroughs prova a definire teoricamente e praticamente la funzione e l’importanza di questa tecnica, arrivando ad applicare il cut-up sulle pagine in cui ne discute gli aspetti teorici

Sartre e Rousseau

di Georges Lapassade – In questo breve saggio, risalente al 1962, Lapassade si confronta con Rousseau e Sartre. Si tratta di un testo che annuncia già alcune delle direzioni in cui svilupperà la sua ricerca negli anni successivi: le dinamiche di gruppo, i processi di fusione, di istituzione e di disgregazione dei collettivi umani; l’istituzione come mediazione simbolica tra i soggetti; la valorizzazione della spontaneità e delle forme di autogestione. L’articolo uscì per la rivista Les Études philosophiques (n.4/1962).

Sulla distanza degli psichedelici dalla droga

di Matteo Colombani – L’impressione è che l’impiego del termine psichedelico non evochi più solo uno spettro esperienziale, ma attivi un giudizio di valore in grado di rischiarare positivamente alcune droghe e marcarne negativamente altre.