NEOTENIA – NEOETNIA Parte I

di Georges Lapassade e Nicoletta Poidimani – Dal dibattito su sciamanesimo e possessione come modificazioni degli stati di coscienza ai percorsi dell’underground: la neotenia come chiave di lettura dei processi di soggettivazione etnica nella metropoli
T. D’Onofrio, M. Lorenzani, Guida Stupefacente, Agenzia X 2024

di Alfredo Squillaro – Sono innumerevoli le piante, le molecole di sintesi e le pratiche di modificazione dello stato ordinario di coscienza che nel corso dei millenni hanno accompagnato, e che tuttora accompagnano, tutte le popolazioni del globo terrestre per scopi che vanno da quello medicinale a quello magico, da quello religioso a quello puramente edonistico.
NOTE SULL’ALBUM Teoria del Sogno in Malesia di Jon Hassell

di Jon Hassell – Dream Theory in Malaya prende il titolo da uno scritto dell’antropologo visionario Kilton Stewart, il quale nel 1935 visitò una straordinaria tribù di aborigeni Malesi, i Senoi, la cui felicità e il cui benessere erano legati all’usanza mattutina di raccontarsi i sogni in famiglia. Essi consideravano l’incubo di cadere fatto da un bambino come un dono, in quanto la notte successiva il bimbo avrebbe appreso a volare, e insegnavano canti e danze appresi nei sogni alle tribù vicine per creare legami al di là delle diverse usanze.
Teoria del sogno in Malesia

di Kilton Stewart – L’antropologo Kilton Stewart ci offre un affaccio sulla teoria dei sogni articolata in seno alla comunità malese dei Senoi, che l’autore visitò nel 1935. Il suo saggio è frutto di un’osservazione minuziosa delle interazioni fra i membri di quel singolare gruppo, nonché dello studio pluriennale (e dell’applicazione sperimentale) dei codici e delle interpretazioni che ne regolano i rapporti sociali.
L’articolo, pubblicato nel 1951, è affiancato a un’introduzione all’omonimo album del compositore Jon Hassel, uscito nel 1981 e profondamente ispirato dal saggio di Stewart. I brani del disco – alla cui esecuzione partecipò Brian Eno – tentano di riprodurre il ritmo degli schizzi d’acqua e le altre sonorità suggestive (quasi ipnotiche) registrate nel corso di spedizioni antropologiche nella penisola malese.
Che cos’è la misticopolitica?

di Federico Battistutta – Introdurre un neologismo – in questo caso “misticopolitica” – vuol dire avventurarsi a scandagliare quell’arcipelago di pensieri e di pratiche oggi emergenti, alla ricerca di uno sfondamento di orizzonti oltre le consuete forme di rappresentazione e di mediazione presenti sia nel mondo della spiritualità che in quello della politica. Il presente articolo – già uscito sul periodico “Adista” nel 2021 e, in una nuova versione, in inglese sul sito nordamericano https://politicaltheology.com/ nel 2023 – viene ora riproposto rinnovato.
E. Martini, F. Pergola, R. De Luca Picione (a cura di), Confini, liminalità, metamorfosi, Mimesis 2024

di Lorenzo Curti – Tra il 1763 e il 1767 gli inglesi Charles Mason, astronomo, e Jeremiah Dixon, cartografo e agrimensore, vengono incaricati dalla Reale Società britannica di disegnare una linea di confine che separi le province coloniali del Maryland e della Pennsylvania in quelli che, da lì a un decennio circa, sarebbero divenuti gli Stati Uniti d’America. Il confine viene realizzato in sovrapposizione al 40° parallelo Nord, nei fatti risultando una lunghissima linea che spezza due regioni, un po’ come i confini che caratterizzano altri stati americani o gli stati africani.
Cose da uomini. Recensione di J. Ito, Le storie dell’orrore di Mimi, J-POP, Milano 2024

di Gioele Cima – Justine è la più celebre e sventurata delle eroine ideate dal marchese de Sade. E a rendere così famose e tristi le sue vicende, probabilmente, è proprio il loro scenario monotono: la ragazza crede nella superiorità della virtù, nell’esistenza di un bene superiore che si faccia garante dei nostri atti e delle loro conseguenze, eppure, ovunque metta i piedi, non fa che inciampare nel male. La realtà, dura e amara, pone continuamente in discussione la sua buona fede.
Andare oltre lo steccato. Intervista a Bayo Akomolafe a cura di Maria Nadotti

di Bayo Akomolafe e Maria Nadotti – In questo video una conversazione a cura di Maria Nadotti con Bayo Akomolafe, autore di origine nigeriana che intreccia pensiero decoloniale, filosofia africana e postumanesimo. L’occasione di questo incontro è la presentazione della traduzione in italiano del libro di Bayo Queste terre selvagge oltre lo steccato (Exòrma Edizioni, Roma 2023).
Piero Coppo: maestro della soglia

di Piero Coppo e Antonello Colimberti -Conobbi Piero Coppo a fine agosto 2002 al Centro Polifunzionale di Perinaldo (IM), dove si svolgeva il convegno della SISSC (Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza) intitolato “Viaggi di guarigione”. Lui presentava una relazione sulla Respirazione Olotropica, io sul Canto Armonico. Nacque tra noi una profonda intesa ed amicizia che avrebbe trovato un approfondimento l’anno seguente quando, sempre a Perinaldo durante il convegno SISSC 2003 intitolato “Etnobotanica 2-Piante, sogni e visioni”, partecipai al seminario esperienziale di Respirazione Olotropica che Piero Coppo diresse insieme a Fulvio Gosso (io a mia volta avrei diretto l’anno ancora successivo, durante il convegno SISSC 2004 intitolato “Lo sguardo di Dioniso” un seminario esperienziale di Canto Armonico). L’amicizia e la reciproca stima era consolidata. La tappa successiva fu la pubblicazione nel 2005 di un mio piccolo saggio sul movimento bioregionale, cui all’epoca partecipavo attivamente e che destava l’interesse e l’attenzione anche di Piero Coppo, su “I Fogli di Oriss”, il periodico che il nostro etnopsichiatra diresse dal 1994 al 2010. E così veniamo poi all’inizio del 2014, quando RadioTre mi diede l’opportunità di preparare un ciclo di trasmissioni intitolate (titolo ripreso del celebre libro di Elvio Fachinelli) “La mente estatica”. Non ebbi esitazione nel dedicare una puntata alla una conversazione con Piero Coppo che qui si ha l’opportunità di tornare ad ascoltare. Al momento della scomparsa, avvenuta l‘11 giugno 2021, decidemmo di ripubblicare sulla rivista “Altrove” il saggio che adesso ospitiamo sul nostro sito.
Ma gli sciamani volano davvero? E. de Martino e l’etnometapsichica

di Piero Coppo – Il limite resta: e forse è questo a essere insopportabile per una visione del mondo (una Weltanschauung che ha una intenzione «realizzante») che non riesce pensarsi limitata. Per questa ottusità e presunzione, per questa vera e propria malattia dell’Occidente, il lavoro onesto e aperto con l’alterità radicale può essere la cura che ci vuole. L’articolo è stato originariamente pubblicato in I Fogli di ORISS, 21/22, dicembre 2004.